Viterbo medievale. Manifatture e commerci di Angela Lanconelli

 

 

 

 

 

 

 

VITERBO MEDIEVALE. MANIFATTURE e COMMERCI di Angela Lanconelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUANDO

venerdì 13 ottobre 2017

 

DOVE

Viterbo, Sala CE.Di.Do. (Piazza San Lorenzo, sotto Palazzo dei Papi)

 

ORE

17.00

 

ingresso libero

 

La conferenza si propone di illustrare alcuni aspetti dell’economia di Viterbo tra XIII e XIV secolo.

 

Si tratta di un aspetto della storia cittadina meno conosciuto rispetto alle vicende politico-istituzionali, ma fondamentale per comprendere le basi sulle quali si fondò l’ascesa della città fino al XIII secolo e poi la sua ripresa nel Quattrocento.

 

 

La documentazione esaminata (in particolare gli statuti duecenteschi, che offrono molti spunti suscettibili di ulteriori approfondimenti, e le fonti notarili) ha consentito, infatti, di individuare lo sviluppo di alcune produzioni, come quelle del lino e della lana, e delle attività connesse (coltivazione del lino e allevamento ovino), e di constatare come Viterbo fosse inserita nei principali circuiti commerciali dell’Italia centrale.

 

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Annio da Viterbo e i suoi falsi di Luca Salvatelli

 

 

 

 

 

 

ANNIO DA VITERBO E I SUOI FALSI

di Luca Salvatelli

 

 

 

 

 

QUANDO

29 settembre 

 

DOVE

Viterbo, Sala Ce.Di.Do. (Piazza San Lorenzo)

 

ore

17.30

ingresso libero

 

L'intervento su Annio da Viterbo e i suoi falsi prende spunto da una più ampia e articolata comunicazione a più voci alla cui realizzazione hanno collaborato, oltre lo scrivente, la Dott.ssa Francesca Ceci, la Dott.ssa Chiara Mazzeri, e il Dott. Giampaolo Serone, intitolata Tracce del mitolongobardo nella Tuscia viterbese tra età medievale e moderna, e che verrà presentata in Novembre 2017 al VI Convegno Nazionale Le presenze Longobarde nelle Regioni d'Italia.

 

Proposito odierno è invece quello di ripercorre tramite l'analisi di fonti scritte e materiali la costruzione e il significato politico-culturale dei più importanti falsi archeologi anniani (Decretum Desiderii, Tabulae Cybelicae Maeonicae, Columna Osiriana), e letterari (De marmoreis Volturrhenistabulis, Antiquitates, Epitomae Viterbiae Historiae) rivelatisi essenziali per la genesimitopietica della città di Viterbo.

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Porte Aperte a Norchia-01 ottobre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

APERTURA STRAORDINARIA: NORCHIA,

la necropoli etrusca di Guado di Sferracavallo

01 ottobre 2017

 

 

 

 

 

Dalle ore 10.00, e per tutto il giorno, apertura straordinaria dell’area archeologica della necropoli etrusca a Norchia, in Località Guado di Sferracavallo.

Alle ore 15.00 visite guidate secondo un percorso che dalla necropoli di Guado di Sferracavallo (Tomba di Vel,Tomba delle 55 sepolture) porterà alla visita delle Tombe Doriche e al Pile.

 

COME ARRIVARE

Ore 9.45 appuntamento fuori Chiesa di San Francesco a Vetralla

Ore 14.45 appuntamento fuori Chiesa San Francesco a Vetralla

 

OPPURE vieni direttamente impostando queste coordinate: 42°20’37.11’’ N   -   11°57’17.60’’

e

a Vetralla prendere “via degli Etruschi”, “via della Prata” e proseguire sempre dritto per circa 10 km.

 

SI CONSIGLIA

Difficoltà del percorso media e abbigliamento adeguato con pantaloni lunghi e scarpe comode e chiuse (meglio se da trekking)

 

LE VISITE e L’ACCESSO sono gratuite

Visita e accesso all’area archeologica gratuita, con spiegazione dell’archeologa Direttore dello scavo.

 

 

“QUESTA È LA TOMBA DI VEL, FIGLIO DI LARIS (O LARTH)”

Presso Norchia, in località Guado di Sferracavallo, è presente questa necropoli etrusca di età ellenistica che venne identificata dai soci dell’Associazione Archeotuscia, Mario Sanna e Luciano Ilari nel 2011.

In particolare, inizialmente, l’attenzione fu attirata da una tomba specifica: quella che poi è stata ribattezzata la “Tomba a Casetta di Vel”.

Una tomba che all’esterno riproduce il profilo architettonico di una casa etrusca con l’eccezionalità di un dettaglio: l’iscrizione sull’architrave della falsa-porta.

Un’iscrizione che così dichiarava: “Questa è la tomba di Vel, figlio di Laris (o Larth)”.

Le indagini archeologiche che sono seguite negli anni successivi, in accordo e sinergia con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, hanno portato allo studio e allo scavo archeologico della “Tomba di Vel”, portando alla scoperta, sul pavimento, di un bellissimo corredo ceramico di 17 vasi da banchetto e uno strigile (fine IV-inizi III sec. a.C.), già restaurati ed esposti nella sezione “Norchia” del Museo Archeologico Nazionale della Rocca Albornoz di Viterbo.

 

UN PARENTE DI “VEL, FIGLIO DI LARIS”

Tra il 2014 e il 2015 si è ritrovato un secondo corridoio che conduceva ad una piccola sepoltura a camera, ancora con la sua pietra di chiusura e 11 vasi in ceramica all’interno. Lo stretto collegamento tra le due tombe lascia supporre un legame, probabilmente di parentela, tra i defunti di queste due tombe.

 

LA TOMBA DELLE 55 SEPOLTURE

Nell’estate 2016 l’indagine delle due tombe accanto, di cui una già violata da scavi clandestini: la cosiddetta “Tomba delle 55 sepolture”. L’attenta ripulitura e setacciatura ha però permesso il recupero di oggetti ceramici e metallici sfuggiti all’azione degli scavatori clandestini insieme ad alcune monete romane in bronzo che fanno datare l’uso della sepoltura tra la fine IV sec. a.C. e il I-II sec. d.C.

La seconda tomba ha un solo vano con bassa banchina, pesantemente manomessa dai clandestini, ai quali è sfuggito un corredo da banchetto, deposto nel dromos: 24 vasi, tra cui due bellissime situle con beccuccio a testa di Sileno e due oinochoai con becco a cartoccio, uno specchio di bronzo e resti di uno strigile.

 

Per informazioni & prenotazioni

Ufficio Turistico di Viterbo, Piazza Martiri d’Ungheria (Sacrario) tel 0761-226427

mail: info@visit.viterbo.it

 

Simona Sterpa (archeologa, Direttore scavo) 3289068207

 

mail: sterpa70simona@gmail.com

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CORSO DI ARCHEOLOGIA 2017-2018

 

 

 

 

 

CORSO DI ARCHEOLOGIA

 

 

 

 

 

 

 

 

STRUTTURA DEL CORSO

 

Il corso si articola in n. 8 lezioni della durata di 1,5 h ciascuna con cadenza settimanale tutti i martedì dal 24/10/2017 al 12/12/2017 dalle ore 17,30 alle 19,00 presso la sede dell’Associazione Archeotuscia in Piazza dei caduti, al 1°piano della ex-chiesa degli Almadiani.

 

Costo previsto del corso: € 50,00

 

PROGRAMMA DI MASSIMA DEGLI ARGOMENTI TRATTATI

Martedì 24 Ottobre: Dalla Cultura di Rinaldone alla prima età del Ferro.

Martedì 31 Ottobre: Gli Etruschi: Origini, espansione, religione e cultura.

Martedì 07 Novembre: Arte e cultura etrusca – Il problema della lingua.

Martedì 14 Novembre: Urbanistica delle città e architettura funeraria dal

villanoviano al periodo tardo-antico.

Martedì 21 Novembre: L’Impero Romano: Nascita, grandezza espansione e

decadenza.

Martedì 28 Novembre: L’epigrafia latina e la numismatica.

Martedì 05 Dicembre: Tecniche di scavo archeologico (Prima parte)

Martedì 12 Dicembre: Tecniche di scavo archeologico (Seconda parte)

 

Al termine del corso, verrà rilasciato un attestato di frequenza.

 

Si avverte che lo svolgimento del corso è subordinato ad un numero minimo di

almeno 10 partecipanti.

 

Per ulteriori informazioni tel. al n.339.2716872 (Luciano) o inviare una mail a:

 

luciano.proietti@libero.it

 

oppure

archeotuscia@gmail.com

 

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Il mondo antico in tecnicolor di Francesca Ceci

 

 

 

 

 

 

IL MONDO ANTICO IN TECNICOLOR. I COLORI NELLA SCULTURA ANTICA" di Francesca Ceci (Musei Capitolini Roma)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUANDO

venerdì 15 settembre 2017

 

DOVE

Viterbo, Sala Ce.DI.DO.(Sotto Palazzo Papale), Piazza San Lorenzo

 

ORE

17.30

ingresso libero

 

 

Il mondo antico era ricco di colori. Colori che ricoprivano statue e strutture architettoniche.  

 

Una visione della statuaria antica cui non siamo abituati: giallo, rosso, verde, blu, azzurro, ocra, marrone erano i colori che sottolineavano i dettagli delle statue, come i capelli, le labbra, le guance, la barba, gli occhi, i gioielli...

 

Nel mondo antico tutto era colore vivido, colori straordinariamente vivaci!

 

Le statue del mondo greco e romano sono per noi sinonimo di marmo bianco. Un convincimento questo dovuto ai primi ritrovamenti, soprattutto a Roma, con Michelangelo che vuole emulare la perfezione estetica classica lasciando le sue statue del colore naturale del marmo.

 

Dobbiamo, poi, soprattutto a Winckelmann il nostro convincimento di un mondo antico tutto in bianco: archeologo e storico dell'arte infatti Winckelmann era fermamente convinto dell'assenza di colore delle opere prodotte dagli artisti greci. Lui lodava appassionatamente la bellezza eterea priva di intensità cromatica della scultura del mondo antico.

 

Ma questo è un falso storico. Oggi sappiamo della fastosa e festosa policromia delle statue sia dell'antica Grecia che dell'antica Roma.

 

Di tutto questo ci parlerà e ci mostrerà la Dott.ssa Francesca Ceci.

 

Vi aspettiamo !

 

 

 

 

 

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SORIANOIMMAGINE2017

 

 

 

 

DALL'ISTANTANEA ETRUSCA ALLA NUOVA FRONTIERA FOTOGRAFICA

 

Rassegna di fotografia e archeologia a cura di FoTotempismo, Il Camaleonte, Archeotuscia onlus (sez. Soriano nel Cimino), Comune di Soriano nel Cimino

 

 

Archeologia & Fotografia

Mostre fotografiche

Escursioni fotografiche/archeologiche

Conferenze-Incontri

 

 

DOVE

Soriano nel Cimino (Vt), varie location (vedi sotto nel dettaglio)

 

QUANDO

 dal 22 al 30 luglio 2017

 

 

 

Inaugurazione 22 luglio ore 17.00 Palazzo Chigi (Soriano nel Cimino)

 

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LA NECROPOLI DI SFERRACAVALLO a Norchia: PASSATO, PRESENTE e FUTURO

 

 

 

 

 

LA NECROPOLI DI SFERRACAVALLO a Norchia: PASSATO, PRESENTE e FUTURO

 

Conferenza sulle tante importanti novità in corso!

 

Nell'ambito dello spazio del JazzUp Festival a Caffeina Cultura

 

 

QUANDO

30 giugno

 

DOVE

Viterbo, Piazza del Gesù

 

ORE

18.00

 

Intervengono

Simona Sterpa (archeologa, direttore scavo)

Lorenzo Benini (finanziatore scavo)

Raffaele Donno (Presidente Archeotuscia)

Luciano Proietti (Vicepresidente Archeotuscia)

Mario Sanna (scopritore della Tomba a "Casetta" di Vel)

 

In questa occasione ci sarà la presentazione dell'ultimo numero della Rivista dell'Associazione Archeotuscia: uno speciale sugli scavi di Norchia e Sipicciano.

 

 

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LA GLORIA DELL’ARTE: IL PATRIMONIO BAROCCO DI VITERBO DI SALVATORE ENRICO ANSELMI

 

 

LA GLORIA DELL’ARTE: IL PATRIMONIO BAROCCO DI VITERBO DI SALVATORE ENRICO ANSELMI

 

DOVE

Viterbo, Sala Ce.Di.Do (sotto Palazzo dei Papi), Piazza San Lorenzo

 

QUANDO

16 giugno 2017

 

ORE

17.30

 

Ingresso libero

 

 

TEMA DELLA CONFERENZA

La percezione comunemente condivisa della struttura urbanistico-architettonica di Viterbo, e di numerosi centri urbani della provincia, è legata alle testimonianze risalenti al Medioevo e all'età rinascimentale. Questa iconografia si è consolidata tra Ottocento e Novecento quasi come se gli esiti della produzione artistica del XVII e del XVIII secolo non avessero avuto luogo e tempo, se non in forme recessive e poco note, a causa della sfortuna critica nella quale il Barocco è incorso.

 

Recenti studi specialistici, ed in particolare le indagini confluite nel volume dedicato al Lazio dell’Atlante del Barocco in Italia, promosso dal Centro di Studi sulla Cultura e l’immagine di Roma, hanno consentito di far luce su rilevanti episodi di committenza resi possibili grazie alla permanenza nel territorio di artisti legati alle vicende del Seicento romano, alla transizione dal tardo manierismo alle istanze classiciste del primo XVII secolo, o all'affermarsi del linguaggio di Pietro da Cortona, di Giovan Francesco Romanelli, di Andrea Pozzo.

 

Architetti come Francesco Borromini e Virgilio Spada, scultori di formazione berniniana come Ercole Ferrata e Giovanni Francesco De Rossi, o pittori come Paolo Guidotti Borghese, Domenichino, Lorenzo Berrettini, Mattia Preti hanno operato in Tuscia qualificando la trama delle emergenze artistiche del periodo.

 

Oggetto di indagine della conferenza del prof. Salvatore Enrico Anselmi sarà questo contesto di produzione contiguo con i centri della ricerca, Roma in primo luogo, attraverso il raffronto tra significativi nuclei legati alla qualificazione architettonica e alla decorazione plastico-pittorica a Viterbo e nel Patrimonio di San Pietro in Tuscia.

 

IMMAGINE NELLA LOCANDINA

G.F. ROMANELLI, San Lorenzo riceve la palma del martirio, (1651), particolare, Viterbo, Cattedrale di San Lorenzo.

 

SALVATORE ENRICO ANSELMI, storico e critico d’arte, docente MIUR, è dottore di ricerca in Memoria e materia delle opere d’arte, presso l’Università degli Studi della Tuscia.

Studioso delle committenze nobiliari di età barocca in area centro-italiana, con particolare riferimento alle famiglie Giustiniani, Farnese e Maidalchini-Pamphilj, collabora con il Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, diretto da Marcello Fagiolo e presieduto da Paolo Portoghesi. Ha tenuto insegnamenti di Storia dell’arte Moderna presso il corso di laurea in Conservazione e restauro dei Beni culturali dell’Università della Calabria, presso l’Università di Bari-Ssis Puglia, presso il Tirocinio Formativo Attivo, Università degli Studi della Tuscia e presso il Dipartimento di Studi dei Beni Culturali e la Scuola di Specializzazione in Conservazione e Tutela dei Beni culturali dello stesso ateneo dove attualmente svolge attività di ricerca in collaborazione con la cattedra di Storia dell’Arte Moderna.

Ha preso parte, in qualità di relatore, a numerosi convegni nazionali ed internazionali, tra gli altri, presso l’Accademia dei Lincei nel 2002 e nel 2007. È intervenuto anche al Primo Corso internazionale di Studi superiori su Vignola (2007, Roma). Ha recentemente partecipato al Convegno internazionale, Fascinazione etrusca, (26-27 maggio 2017), con un intervento sull’Iconografia di Viterbo e della Tuscia nella pittura degli artisti viaggiatori tra XVIII e XIX secolo.

È autore di numerosi saggi, apparsi su atti di convegno e riviste.

Ha collaborato alla redazione delle voci biografiche dell’Atlante del giardino italiano (1750-1940), promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla redazione dell’Atlante del Barocco in Italia, volumi su Atlante tematico del Barocco, Residenze nobiliari, e Capitali della festa.

Ha pubblicato le seguenti monografie:

-Committenze a Orte in età barocca. Cultura gesuita e influenza pozziana. Gli Alberti e i Nuzzi, Roma 2006.

-In lilio decor. Committenze farnesiane in Tuscia tra XVI e XVII secolo, Roma 2009.

-Il genio di Apelle. Temi e protagonisti della pittura italiana in età moderna (1500-1650), Roma 2012.

-Il Museo d’Arte sacra di Orte, Centro Studi del Patrimonio di San Pietro in Tuscia, Perugia 2013.

 

-Viterbo e i Giubilei del Rinascimento (1450-1550). Storia, personaggi, opere, Roma 2017.

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TENUTA SANT’EGIDIO - EVOLUZIONE DEL TERRITORIO TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO

 

 

 

TENUTA SANT’EGIDIO. EVOLUZIONE DEL TERRITORIO TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO

 

 

QUANDO

Giovedì 8 Giugno

 

DOVE

Viterbo, Sala Ce.di.do. (Palazzo dei Papi), Piazza San Lorenzo

 

ORE

17.30

 

 

 

CONFERENZA 8 giugno

Giovedì 8 Giugno, nuovo appuntamento di Archeotuscia alla sala Ce.di.do. (Palazzo dei Papi) con l'interessante conferenza dal titolo: Tenuta Sant’Egidio - Evoluzione del Territorio tra passato, presente e futuro.

 

Relatori: dott.ssa Azzurra Benedetti, dott. Gianfranco Pisa, dott.ssa Eleonora Storri.

 

Vi aspettiamo come di consueto alle ore 17,30!

 

ESCURSIONE 11 giugno

Seguirà Domenica 11 Giugno una visita alla Tenuta Didattica di S. Egidio dove oltre all'abbazia, si potranno visitare grotte, sorgenti d’acqua, eremi di anacoreti scavati nella roccia e la chiesa medievale del 1100, il tutto immerso in un bosco di castagni secolari.

Per info e prenotazioni 3806825788 – 3490762441 (quota partecipazione Escursione - 7€).

 

 

LA TENUTA DI SANT'EGIDIO a SORIANO NEL CIMINO

La tenuta Sant’Egidio si trova a Soriano nel Cimino (VT) ed è un bosco didattico; un luogo rimasto intatto nel tempo con angoli incantevoli come, lungo il sentiero, la veduta dall'alto del Castello Orsini.

 

Un bosco di 100 ettari, una proprietà privata che è stata aperta al pubblico con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare il patrimonio naturalistico, paesaggistico, storico, archeologico e culturale che sta qui dentro, che è bello davvero.

 

MA COS’È UN BOSCO DIDATTICO:

“Elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico sostenibile e per la salvaguardia ambientale del territorio. Al bosco, infatti sono attribuite e riconosciute diverse funzioni: paesaggistica, naturalistica, produttiva, ricreativa, di difesa del suolo, di conservazione della biodiversità e di fissazione del carbonio” definizione del bosco didattico secondo la legge “Boschi didattici della Puglia” n. 40 del 10 dicembre 2012 della Regione Puglia.

 

Facendo delle esperienze nel bosco si familiarizza con la natura che ci circonda, favorendo la scoperta, la conoscenza e il rispetto del mondo in cui viviamo.

 

Il bosco diventa così un “laboratorio”, una risorsa multidisciplinare, dove si possono vivere esperienze nuove, utilizzando, la mente e il corpo, riscoprendo così tutti e cinque i sensi.

 

Queste scoperte avvengono principalmente tramite l’esperienza guidata all'aria aperta che risveglia la curiosità e l’istinto di esplorazione, in un ambiente “non strutturato”, che stimola fortemente la creatività.

 

La Tenuta Sant’Egidio per il suo patrimonio storico naturalistico e per le sue strutture ricettive, si candida a diventare il primo Bosco didattico della Regione Lazio, dove poter far vivere esperienze di educazione ambientale complete e originali.

 

Il Bosco didattico del Cimino nasce dalla combinazione perfetta tra le ricchezze naturali, gli spazi allestiti per la didattica, i sentieri accuratamente attrezzati della Tenuta Sant’Egidio e la professionalità degli operatori della GEA che garantiscono un’offerta didattica di alto livello per far vivere ai visitatori emozionanti percorsi di educazione ambientale, avventure e laboratori didattici immersi nel bosco.

 

Oggi, Gianfranco  PISA, insieme ad Azzurra BENEDETTI hanno la Gestione della  Tenuta Sant’Egidio – Il Bosco Didattico del Cimino con  responsabilità dell’Area Didattica e Tecnica. Con Progettazione attività interne. Rapporti con le Scuole. Gestione laboratori didattici.

 

DOMENICA 11 GIUGNO visita alla TENUTA DIDATTICA di S. EGIDIO

 

Seguirà Domenica 11 Giugno una visita alla Tenuta Didattica di S. Egidio dove oltre all'abbazia, si potranno visitare grotte, sorgenti d’acqua, eremi di anacoreti scavati nella roccia e la chiesa medievale del 1100, il tutto immerso in un bosco di castagni secolari. 

 

 

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PIRANDELLO, AMORE E FOLLIA A SORIANO NEL CIMINO DI GIUSEPPE RESCIFINA

 

 

 

 

 

PIRANDELLO, AMORE E FOLLIA A SORIANO NEL CIMINO DI GIUSEPPE RESCIFINA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUANDO

Giovedì 25 maggio

 

DOVE

Viterbo, sala CE.DI.DO. (Palazzo dei Papi), Piazza San Lorenzo

 

ORE

17.30

 

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni della nascita di Luigi Pirandello Archeotuscia, in collaborazione con l'associazione culturale TusciaE20, propone giovedì 25 maggio alle ore 17,30 presso il CE. DI. Do (Palazzo dei Papi) la conferenza:

 

                 "Pirandello, amore e follia a Soriano nel Cimino"

 

tenuta da Giuseppe Rescifina con la collaborazione di Simonetta Pacini, che leggerà alcuni brani delle novelle "Rondone e rondinella" e "Canta l'epistola" scritte e ambientate da Pirandello a Soriano nel Cimino, paese nel quale soggiornò agli inizi del '900 assieme a moglie e figli per alcuni anni su suggerimento di Ernesto Monaci, illustre filologo e critico letterario di origini sorianesi.

 

Da corregionale di Pirandello, Rescifina, oltre a riferire particolari sul soggiorno del Nobel siciliano nella Tuscia, parlerà delle complesse tesi sostenute da Pirandello nelle sue opere connesse alle sue esperienze, non tutte positive, vissute in Sicilia.

 

Giuseppe RESCIFINA

di origini siciliane da più di 25 anni vive a Viterbo.

È un giornalista……e un saggista, ed è autore di testi teatrali e di ricerche sulla Antropologia delle religioni.

È stato redattore e inviato del "Giornale di Sicilia e di Palermo”

È tra i fondatori del "Corriere di Viterbo" del quale è stato poi, capo-redattore

Ha scritto anche per il "Corriere della Sera".

Attualmente è consulente editoriale per una Casa Editrice

È da sempre studioso di Dante, che ha interpretato in performançes e diffuso in "lectio". 

 

Il suo ultimo saggio, "Dante e la Tuscia. (Personaggi, luoghi, simboli e un'ipotesi suggestiva)” è stato pubblicato nel 2015 dalla “Casa Editrice Serena” di Viterbo e sta ottenendo un notevole successo, di critica e di pubblico, tant'è che è stato ultimamente ristampato dopo le prime 500 copie.